Tutto va come deve andare

Amori finiti, paure, dubbi, ferite, rabbia, ricordi: sono questi i temi cari ad Alessya Piermarini leader dei Rimshock. Autrice delle parole e delle musiche, in questo cd è affiancata da Lily Lathueru, delicatissima corista di origini olandese e asiatica dalla calda voce black che aggiunge uno speciale tocco esotico a queste dieci splendide canzoni certamente in parte autobiografiche. Completano i Rimshock il piano di Stefano del Gaudio, la chitarra di Max Mollica, il basso di Sergio Chiapperini e la batteria di Andrea Minoni che insieme hanno curato gli arrangiamenti con l’autrice.


Le composizioni di Alessya nascono a Roma in una stanzetta del quartiere Monti con l’ausilio di un semplice computer. Nella loro versione originale sono scarne sequenze armoniche con tante sovraincisioni, ispirate all’essenzialità tipica dei looupponi nusoul e in più d’una di queste incisioni casalinghe è possibile udire in sottofondo i rumori delle auto che passano in strada che conferiscono ai brani un carattere ancora più “urban”.

Nei nuovi arrangiamenti realizzati per questo cd, l’atmosfera è completamente diversa, decisamente più jazzy e i suoni, curati dal VD music studio di Roma, sono piacevoli e raffinati.

Ma non è il modello della cantautrice "patinata" che interessa la Piermarini.

Alessya, piuttosto, è un po’ "maledetta" (si ascolti “E non mi sbaglio”) ma allo stesso tempo “di cristallo”, fragile e aggressiva, con una vena di malinconia che fa tornare alla mente  Billie Holiday. E’ proprio di Billie la frase che la Piermarini cita in apertura di una sua autobiografia nel web: “You don’t know what love is, if you don’t know the meaning of the blues” (non sai cos’è l’amore se non conosci il significato del blues).


Le storie che racconta sono decisamente blues nel senso proprio della parola. Gli uomini che non vogliono ascoltare parole d’amore, parlano di jazz con altre donne, vorrebbero essere considerati dei re, se ne vanno senza sapere di aver concepito una  nuova vita. La protagonista di queste liriche però è tutt’altro che remissiva e nonostante il ricordo di amori perduti, è sempre pronta a lanciarsi in una nuova relazione anche a rischio di perdere il proprio nome.


Anche in inglese il focus delle parole non cambia e il risultato è altrettanto gustoso a testimonianza della completezza e professionalità della Piermarini.

“Tutto va come deve andare” dunque è solo in apparenza una affermazione positiva. In realtà sta ad indicare quello stato di cose “normale” nel quale non c’è sofferenza ma neppure amore. Non è questo però che interessa la Piermarini: nelle sue canzoni (e nella vita?) cerca e pretende amore, ma quello vero!

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